Tavolo di Lavoro - Ambiente

Stesura

Giuseppe RondelliGiuseppe Rondelli, 2016/01/18 16:13
Link da aggiungere al punto che tratta dell'economia circolare

http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20151201STO05603/Economia-circolare-come-usare-prodotti-e-materiali-riciclati

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-6204_it.htm

http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/index_en.htm

http://ec.europa.eu/priorities/jobs-growth-investment/circular-economy/docs/circular-economy-factsheet-general_en.pdf

http://ec.europa.eu/priorities/jobs-growth-investment/circular-economy/docs/circular-economy-factsheet-waste-to-resources_en.pdf
Giovanni Paolo NUNZIATAGiovanni Paolo NUNZIATA, 2016/01/16 19:18
qst i punti ke vi indicavo oggi e presenti sulla mio profilo fb


1) Eliminare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi
2) Eliminare il fenomeno delle prostitute per strada
3) Istituire il Reddito di cittadinanza
4) Offrire il servizio di bike sharing
5) Rendere gratuito l’accesso al Parco reale ed almeno fino a sera per tutto l’anno
6) Realizzare il Parco ex-Macrico e quello degli Aranci, rendendone gratuito l’accesso ed almeno fino a sera per tutto l’anno
7) Amministrare le Prime squadre sportive di pallavolo, basket e calcio come i grandi club spagnoli
8) Aggiungere almeno un altro collegamento Caserta-Roma in TAV nelle prime ore del mattino
9) Realizzare il volano economico del turismo della Reggia, di San Leucio e di Casertavecchia
10) Realizzare il volano economico della cosiddetta industria della canapa, dalla relativa coltivazione fino alla produzione di tessuti, alla bioedilizia, etc tramite processi “a freddo” (senza combustione) installata in un contesto di “architettura organica”
11) Massimizzare il servizio bus per il trasporto pubblico
12) Massimizzare le Zone a Traffico Limitato (ZTL)
13) Spegnere l’industria del cemento, dalle attività di estrazione della materia prima fino a quelle della relativa produzione
14) Realizzare l’impianto per il riutilizzo, il riciclo ed il recupero al 100% dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) tramite processi “a freddo” (senza combustione) installato in un contesto di “architettura organica” e capace di produrre sia gli asfalti per realizzare in città un manto stradale degno di questo nome che il materiale per riempire le cave al fine di poter godere di paesaggi collinari integri e naturali
15) Pubblicare bandi che prevedano strumenti, come ad esempio la cosiddetta “finanza di progetto”, tali che la spesa pubblica per lo sviluppo dei punti del programma sia nulla
16) Aggiornare la cittadinanza con assemblee pubbliche almeno trimestrali circa lo stato di avanzamento dei punti del programma
emilia mastrangeloemilia mastrangelo, 2016/01/17 15:27
Non sono d'accordo sulla totale gratuità di accesso al Parco reale. Se un contributo economico, non esoso ed adeguato alle finanze familiari, può favorire il miglioramento dei servizi e la manutenzione generale delle strutture architettoniche e scultoree, è giusto che i cittadini partecipino alle spese.
Alcune proposte mi sembrano troppo generiche, anche se condivisibili
Francesca BrizziFrancesca Brizzi, 2016/01/16 11:22
opterei ad un controllo ed identificazione di tutti quei terreni dichiarati radioattivi-contaminati che chiaramente anche se sono in minima parte rispetto alla crudele realtà, ci stanno facendo morire piano piano. Blocco totale delle culture su quei terreni e controllo delle falde acquifere anche sui terreni limitrofi ( quindi blocco anche sui terreni dove la falda è contaminata ). il contadino invece oggi continua a produrre e immettere sul mercato nelle maniere più illegali ma con soluzione di legittimità .
Rischiamo anche che su quei terreni ci costruiscano e quindi dopo diverrebbe impossibile una soluzione .
umberto santacroceumberto santacroce, 2016/01/14 08:43
L’argomento “ambiente” racchiude al suo interno diversi altri settori che influenzano la nostra vita. Non solo “gestione dei rifiuti” tendente a produrne sempre meno, ma anche salvaguardia del suolo agricolo, quindi lotta alla cementificazione, ma anche traffico e mobilità, ma anche gestione delle acque (potabili e non) e ci conviene fermarci qui altrimenti ci accorgeremo che anche altri settori andrebbero ad influire, direttamente o indirettamente, sull’ambiente in cui noi viviamo.
Per rimanere nell’ambito dei temi a noi cari, che abbiamo anche affrontato in passato, dovremmo trattare i singoli settori separatamente.
Non solo. Dovremmo trattare argomenti sensibili al territorio. Il nostro comune fa parte della cd “Terra dei Fuochi”,e per questo va considerato in modo diverso cha da altre zone d’Italia.
Ambiente e rifiuti: quello a cui dovremmo mirare è l’azione intrapresa dall’Associazione “Zero Waste”, tendente ad azzerare la produzione dei rifiuti. Tutto ciò si ottiene con l’essenziale collaborazione nazionale e regionale. Pur tuttavia il comune deve cercare di fare la sua parte utilizzando tutti i poteri a sua disposizione. Quello che mi è sembrato più efficace è quello tendente a separare le funzioni di due imprenditori privati vincitori di appalto. L’imprenditore che gestisce la raccolta dei rifiuti non deve avere nulla a che fare con quello che gestisce la raccolta differenziata. E’ da qui che si deve partire se si vuole proseguire nel cammino dei “rifiuti zero”. No agli inceneritori e si al potenziamento della raccolta differenziata viene,poi, da se.
Acqua pubblica: in ordine a quanto dettato dagli italiani nel referendum sull’”acqua pubblica” nel 2011, ogni comune italiano deve fare in modo che l’acqua venga gestita dal “pubblico” e non privatizzata. Ciò significa, in fondo, che la bolletta dell’acqua non deve contenere alcuna voce correlata al “profitto”.
Tutela del suolo: bisogna cessare le nuove costruzioni e dedicarsi alle ristrutturazioni delle case nel centro storico. Tutto ciò può essere reso operativo solo se si ha una situazione numerica sottomano. Monitorare le case abbandonate, inabitate e trascurate è la prima cosa da fare. Rapportare il numero degli immobili esistenti con la popolazione e controllare l’andamento di quest’ultima (più o meno abitanti degli anni passati?). In merito all’argomento, e solo per far porre più attenzione ad esso, mi permetto di trascrivervi l’articolo (adattato poi al comune di Caserta) uscito poco tempo fa sul giornalino locale “Casanova & Coccagna”.
La Legge Regionale Campania (LR 16/2004 - art. 2 - Norme sul Governo del Territorio) prevede la difesa del suolo agricolo, affermando che la pianificazione regionale deve perseguire la “promozione dell’uso razionale e dello sviluppo ordinato del territorio urbano ed extraurbano mediante il minimo consumo di suolo”. Non solo. La sentenza della Corte Costituzionale nr. 379/1994 ha stabilito che il suolo non deve essere limitato al significato di bellezza naturale, ma va inteso come complesso dei valori inerenti al territorio. E, per ultimo, l’art. 9 della Costituzione ha stabilito che “il suolo non è solo un elemento produttivo ma anche il cardine della nozione di paesaggio”. Sta ai Comuni di interpretare la norma in senso restrittivo (difendendo, appunto, il suolo agricolo e, quindi, paesaggistico) ovvero in senso ampio(favorendo il settore edile). L’istituzione a difesa dei cittadini (l’Ente Comune), a questo punto dovrebbe trovarsi ad un bivio: se il proprio territorio è destinato ad ospitare sempre più persone, si adopererà per l’effetto “ampio” adopererà per l’effetto “ampio” del termine difesa del suolo, favorendo nuove costruzioni, sia private che commerciali (per esempio, i famosi centri commerciali), se, invece, il proprio territorio è destinato a spopolarsi, vista la crisi economica e la mancanza di offerta di una vita decente, si adopererà per l’adempimento restrittivo dei citati dettati normativi, favorendo il lavoro dei contadini locali (e, quindi la produzione locale), l’installazione di “orti comunali”, l’assegnazione di terreni incolti a disoccupati ecc. ecc.. Ma passiamo al caso concreto. Caserta, per esempio, si trova a vivere una decrescita passando da quasi ottantamila cittadini del 2004 ai 77mila del 2014 (dati ISTAT). La cronica crisi meridionale, l’incapacità dei politici locali di creare nuove fonti di interesse senza farle ricadere sull’ecosistema e l’introduzione dell’euro che ha incentivato la fuga del terziario verso il nord, hanno fatto il resto. Tale emigrazione ha creato un fenomeno che azzarderei a chiamare fisiologico, “la determinazione di tante case abbandonate”. Il centro storico (come potrebbe essere anche di altri comuni) è tappezzato da immobili vecchi e nuovi, abbandonati a se stessi. Ma c’è di più. A fronte del fenomeno fisiologico se ne aggiunge uno di radici squisitamente politichesi (non politiche), quindi illogiche. La costruzione di nuove abitazioni. E, qui torniamo all’inizio della nostra storia. Quale razionalità può avere un’azione simile rispetto ai dati riportati? Perché il Comune non viene fermato dalla Regione in queste azioni irrimediabilmente deleterie? Il fatto è che gli Enti (Regione, Comune) non fanno altro che applicare la legge nazionale, creata da coloro che ritengono positiva qualsiasi posa in essere di cantieri edili (vedi Expo) senza curarsi dei danni collaterali che essi portano. Sull’argomento, la legislazione italiana versa ancora in una situazione di profondo ritardo rispetto all’attuazione del dettato costituzionale. Lo dice tacitamente il Rapporto sul benessere urbano redatto dall’Istituto nazionale di statistica nel 2013. E, proprio per questi motivi che il Movimento 5 stelle sta spingendo per calendarizzare la nuova proposta di legge n. 1050 (disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio), che vede quale primo firmatario il Vicepresidente della Commissione Ambiente, il deputato del M5S, Massimo De Rosa. Ma, a comprova della mancanza di sensibilità nel settore, da parte dell’intera maggioranza, si ricorda che la proposta, presentata il la proposta, presentata il 24.05.2013, slitta di settimana in settimana fino ai giorni nostri. La nuova normativa prevederebbe, tra l’altro, lo stop al consumo del suolo (fino a quando la Regioni non monitoreranno le costruzioni inabitate ed abbandonate) e l’esenzione dall’IMU per i terreni a vocazione agricola. Lo stesso primo firmatario, intervistato sull’argomento, ha evidenziato l’insensibilità a queste tematiche da parte della maggioranza parlamentare. (http://www.beppegrillo.it/ movimento/parlamento/2015/04/consumo-di-suolo-non-doveva-essere-una-priorita.html).
Questo, più che altro, per soffermarmi sulla proposta di legge n. 1050 che ha considerato pienamente tutte le varianti del caso e che, quindi, andrebbe presa ad esempio. L’attuazione della citata proposta di legge porrebbe sul vassoio tutte quelle azioni possibili a favore degli agricoltori locali. Una di queste, in particolare, mi sta a cuore: l’assegnazione di lotti di terreno agricolo a disocuppati.
emilia mastrangeloemilia mastrangelo, 2016/01/13 16:09
Il concetto di "qualità globale" va contrapposto a quello imperante di "quantità prodotta". Perseguire il fine della qualità globale significa tener conto di tutti i riferimenti, le ricadute e le relazioni esistenti nei processi produttivi e migliorarli. Ad esempio, il trattamento dei rifiuti interessa non solo il loro smaltimento, ma anche il reale riciclo dei materiali, la fertilità del suolo, a cui va restituita la sostanza organica sotto forma di compost, la produzione energetica efficiente, la qualità delle acque di falda, le emissioni di CO2 e di nanopolveri in atmosfera, la filiera della mozzarella ecc. Basti pensare che i prodotti tipici zonali dipendono dalla terra. In definitiva, ogni fattore è collegato a tutti gli altri e non si può più agire tenendo conto di un unico obiettivo, oggetto di appalto, trascurando le esternalità prodotte o limitandosi soltanto in modo riduttivo alle VIA (Valutazioni Impatto Ambientale)
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