Sintesi - Tavolo di Lavoro - Ambiente

Adozione delle linee guida europee dell'economia Circolare

Verso rifiuti zero

Gestione in house dei rifiuti - (come fare? ex. con una partecipata)

Nuovo piano di raccolta rifiuti

Raccolta spinta porta a porta (verificare lo stato attuale e miglioramento)

Individuazione di un nuovo ed eventuale modello migliorativo (da sviluppare. introduzione SCEC)

Ecocompattatori (altro nome) (che non incentivi un abuso di produzione)

Adottare "Vuoto a rendere" (anche se sperimentale, nel collegato Ambientale)

Recupero dei tributi evasi

Revisione della tariffazione

Premialità per i cittadini virtuosi

Rispetto delle norme che regolano la raccolta differenziata nei luoghi pubblici

Banchi alimentari - ReFood (recupero cibo in scadenza)

Miglioramento delle isole ecologiche (raccolta, recupero e rivendita/baratto)

Trashware (recupero materiale informatico)

Filiera/Mercatini del riciclo (in accordo ai 2 punti precedenti)

La ditta che gestisce i rifiuti e quella che gestisce la differenziata devono essere diverse

Videosorveglianza per le sole aree recidive accompagnate da sanzioni adeguate

Studio delle nuove norme in materia di ATO

Bonifiche con riserva (va presa con attenzione)

Compostaggio domestico (estendere a chi non ha giardino - compostiera sul balcone)

Sacchi con TAG per tracciabilità (specifica del piano di raccolta dei rifiuti)

Sportello bonifica amianto (come il comune di Mirabello - da verificare) (o con fondi europei)

Questione voragine 167 (approfondire storia, etc)

Decoro Urbano

Acqua

Studio delle nuove norme in materia EIC

Autosufficienza idrica delle strutture pubbliche (riciclo acqua piovana - da verificare)

Sensibilizzazione sulla tutela acqua (consumo, risparmio)

Da trasferire nella mobilità

Piedibus

Regolamentazione Traffico centro storico

Gestione delle concessioni (traffico)

Car/Bike sharing

Kilometro Zero

Mercatini a kilometro zero (con bio vero, naturale) (rionali, etc)

Mense scolastiche con prodotti locali

Orti Urbani (recupero terreni abbandonati) (riferirsi all'inventario beni immobili comunali)

Ecorisparmio

Riduzione materiale plastico (uffici, scuole, etc)

Acquisti green uffici pubblici (Green Public Procurement)

Incentivi per la riduzione di produzione di rifiuti per gli esercenti (da approfondire)

Efficientamento energetico (locali pubblici)

Impianti fotovoltaici

Dotazione di sporte

Informatizzazione intensiva degli uffici (per risparmio carta, etc)

Tutela patrimonio ambiente e vivibilità

Macrico Verde (Area F2 - Proposta)

Tutela monti Tifatini (di competenza comunale)

Diniego Cave (legato ai monti Tifatini)

Verde Pubblico (Ripristino parchi, Regolamento Verde Pubblico, Piantumazione, Arredo urbano)

Sportello Verde Pubblico (vero)

Educazione Civica all'ecologia (nelle scuole, istituzionali, campagne di educazione civica)

Eliminati poiché non di competenza Comunale (verificare e nel caso rielaborare)

Identificazione dei terreni contaminati

Verifica della provenienza dei prodotti

Tasse equiparate al reddito (normativa già vigente)

Depositi Giudiziari

Francesca BrizziFrancesca Brizzi, 2016/02/13 12:24

C’è bisogno di una minore produzione di rifiuti, una più corretta informazione sulla differenziazione, un maggiore controllo, la separazione tra aziende che raccolgono e aziende che hanno in gestione le discariche e lo stoccaggio e non meno importante la concorrenza fra aziende che offrono questi servizi. Perché distinguere chi raccoglie da chi ha in gestione punti di stoccaggio e discariche? Perché i comuni pagano per lo stoccaggio dei rifiuti indifferenziati! Quindi se chi raccoglie rifiuti guadagna anche sullo stoccaggio non ha interesse a differenziare anzi a volte ammucchia i rifiuti volontariamente aumentando così la quantità di indifferenziata e di conseguenza i guadagni. Così separando le aziende che raccolgono da quelle che stoccano aumenterà l’ interesse a migliorare la quantità e la qualità del materiale differenziato conferito allo stoccaggio, dovendo chi raccoglie guadagnare dal prodotto conferito al riciclo. Per cui minore quantità di indifferenziata e conseguente vantaggio finanziario per i Comuni . Lo stesso discorso vale per gli inceneritori; se il gestore della raccolta è lo stesso che incenerisce viene a crearsi un conflitto di interessi in quanto i gestori di inceneritori percepiscono un ritorno finanziario per l’energia prodotta termovalorizzando che paghiamo in bolletta

Ettore EspositoEttore Esposito, 2016/01/19 15:57, 2016/01/19 19:01

La Legge regionale n. 15 del 2 dicembre 2015 “Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente Idrico Campano” ha individuato un ambito territoriale unico di dimensioni regionali, suddiviso in ambiti distrettuali all’interno dei quali affidare il servizio a singoli gestori:

-Ambito distrettuale Napoli (32 comuni della Città metropolitana di Napoli);

-Ambito distrettuale Sarnese-Vesuviano (59 comuni della Città metropolitana di Napoli e 17 della provincia di Salerno);

-Ambito distrettuale Sele (142 comuni della provincia di Salerno, 2 della provincia di Avellino e uno della Città Metropolitana di Napoli);

-Ambito distrettuale Caserta (tutti i Comuni della provincia di Caserta);

-Ambito distrettuale Calore Irpino (tutti i comuni della provincia di Benevento e 117 della provincia di Avellino).

L’ente di governo dell’ambito unico regionale è l’Ente Idrico Campano (EIC), a cui devono aderire tutti i Comuni del territorio campano. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore dalla L.R. 15/2015 (pubblicata sul BURC il 3 dicembre 2015) la Regione deve adottare con delibera di giunta lo Statuto dell’EIC ed entro i successivi quindici giorni i comuni devono formalizzare l’adesione attraverso una delibera di presa d’atto.

L’EIC ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile.

Compongono l’EIC:

-il Consiglio di Distretto. È formato da 30 sindaci eletti all’interno dell’assemblea composta dai primi cittadini dei comuni ricadenti in ciascun Ambito Distrettuale; ha funzioni prevalentemente propositive e consultive ed elegge al proprio interno un coordinatore;

-il Comitato Esecutivo. È l’organo deliberante formato da venti membri: i cinque coordinatori dei Consigli di Distretto e quindici sindaci eletti dai Consigli stessi tra i propri componenti. Il Comitato, tra l’altro:

- adotta il piano d’ambito;

- approva la forma di gestione dei servizi in ciascun ambito distrettuale sulla base delle indicazioni dei rispettivi Consigli di Distretto;

- predispone la tariffa di base del servizio idrico integrato;

il Direttore Generale. È l’organo amministrativo che, tra l’altro, in seguito all’approvazione del Comitato Esecutivo e sulla base delle proposte dei Consigli di Distretto, espleta le procedure di affidamento del servizio idrico integrato per ogni ambito distrettuale;

il Presidente. Ha la rappresentanza dell’EIC.

http://wiki.meetupcaserta.it/_media/programma:tavoli:ambiente:archivio:eic-ente_idrico_campano-legge_regionale.pdf

Ettore EspositoEttore Esposito, 2016/01/19 15:50, 2016/01/20 12:00

Con l’approvazione della Legge regionale n. 5 del 2014 sul “Riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania”, il servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati è organizzato ed erogato all’interno degli ATO. I Comuni di ciascun ATO esercitano in forma associata le funzioni di organizzazione del servizio. A tal fine si associano sottoscrivendo una convenzione obbligatoria e costituendo, per ciascun ATO, una Conferenza d’ambito, che è l’ente di governo.

La sottoscrizione della convenzione per l’esercizio in forma associata nell’ATO, coincidente con la Provincia di Caserta, è avvenuta il 29 aprile 2014 presso il Belvedere di San Leucio, con la firma dei sindaci (o delegati) di 57 su 104 comuni della Provincia.

Gli enti di governo degli ATO, istituiti dalla Regione, sono gli unici titolati ad esercitare le funzioni di organizzazione dei servizi, con particolare riferimento alla scelta della forma di gestione, alla determinazione delle tariffe all’utenza per quanto di competenza, all’affidamento della gestione ed al relativo controllo.

Al fine di consentire una organizzazione puntuale dei servizi in base alle diversità territoriali finalizzata all’efficienza gestionale, con particolare riferimento al servizio di spazzamento, raccolta e trasporto di rifiuti, è previsto che ciascun ATO sia articolato in aree omogenee, denominate Sistemi Territoriali Operativi (STO).

L’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE CASERTA è diviso in :

1 – NORD con 38 comuni

2 - EST di 21 comuni

3 - SUD di 19 comuni

4 - OVEST comprendente 15 comuni

5 -ALTO CASERTANO con 10 comuni

6 -costituito dal solo comune di CASERTA (Comune Capofila).

La Conferenza d’Ambito è l’assemblea che riunisce i Sindaci dei Comuni ricadenti in ciascun ambito territoriale ottimale.

Al suo interno sono eletti il Presidente, due vicepresidenti e il Comitato direttivo.

Il Presidente e i vicepresidenti sono eletti per quattro anni ed alla scadenza sono rieleggibili; è consentito un numero massimo di due mandati.

Il Presidente e i vicepresidenti decadono automaticamente dalla carica in caso di cessazione a qualsiasi titolo del mandato amministrativo presso il proprio Comune.

Il Comitato direttivo è composto dal Presidente della Conferenza, che lo presiede, e da un rappresentante per ciascuno STO, eletto dalla rispettiva assemblea ristretta; adotta gli atti di indirizzo, coordinamento, programmazione e regolamentazione da presentare in Conferenza per la relativa approvazione e supporta il Presidente per le attività previste dalla Convenzione.

http://wiki.meetupcaserta.it/_media/programma:tavoli:ambiente:archivio:convenzione_ato_caserta_-_rifiuti.pdf

Giuseppe RondelliGiuseppe Rondelli, 2016/01/19 10:39
In merito al Trashware e al recupero dei PC ecco un progetto associato agli SCEC che già funziona https://www.facebook.com/antonio.d.stefano.9/posts/10207566082823573
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