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Ettore EspositoEttore Esposito, 2015/07/14 14:35
Caserta - Banda ultralarga e fondi europei.

Il 2015 è sicuramente un anno chiave per quanto riguarda i fondi europei. Le Regioni, in
particolare, hanno la possibilità di spendere, fino a fine anno, le risorse ancora disponibili e non
utilizzate dei fondi POR FESR (Piani Operativi Regionali – Fondo Europeo per lo Sviluppo
Regionale) 2007-2013 e nel frattempo sta giungendo a termine, con un anno di ritardo, l’iter di
approvazione dei POR FESR per la programmazione 2014-2020 da parte dell’Unione Europea.

Per l’orizzonte di programmazione 2014-2020 le risorse europee fanno riferimento
principalmente a due tipologie di fondi:

1. Fondi a gestione diretta, erogati direttamente dalla Commissione Europea agli utilizzatori
finali attraverso la partecipazione a bandi, che rappresentano circa il 25% della spesa
complessiva dei bilanci UE; esempi di questo tipo di fondi, di interesse per l’Agenda Digitale,
sono i programmi Horizon 2020, Creative Europe, Health for Growth, Active Assisted Living
Programme, ecc.

2. Fondi a gestione indiretta (fondi strutturali), gestiti dagli Stati membri che, sulla base dei
programmi operativi e attraverso le loro PA Centrali e Locali (in particolare le Regioni), ne
dispongono l’assegnazione ai beneficiari finali e che rappresentano il 75% della spesa complessiva
dei bilanci UE; in questa categoria ricadono i già citati FESR, ma anche il FSE (Fondo Sociale
Europeo) e il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

I risultati dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, che grazie ad un’attenta
analisi dei Programmi Operativi definiti dalle diverse Regioni italiane e a stime sulle capacità dei
diversi stakeholder di intercettare bandi di finanziamento a gestione diretta, stimano in oltre 11
miliardi di euro i fondi complessivi “messi a budget” dalle Regioni per progetti volti allo sviluppo
dell’Agenda Digitale nell’orizzonte 2014-2020. Questa cifra – che comprende sia la quota di
finanziamenti dell’Unione Europea che il co-finanziamento nazionale e che considera entrambe le
tipologie di fondi precedentemente descritte.

Nell'ottica di quanto riportato rientra :

Banda ultralarga, da luglio 2015 obbligo di un punto di accesso per gli edifici.

Banda ultralarga, dal primo luglio è scattato l’obbligo di dotare i nuovi edifici e quelli
ristrutturati di un punto di accesso. Lo ha stabilito la legge di conversione del decreto Sblocca
Italia (legge 164/2014 di conversione del DL 133/2014).
Nuove infrastrutture per le telecomunicazioni e la banda ultralarga: a partire dal primo luglio
2015 tutte le nuove abitazioni dovranno essere predisposte alla banda larga e alla fibra ottica.
Sono inclusi nell’obbligo anche tutti gli edifici che subiranno “pesanti ristrutturazioni” autorizzate
a partire dalla stessa data.

Diventa operativo, quindi. l’art. 135 bis del DPR 380/2001 (Testo unico edilizia), introdotto
dalla legge 164/2014 di conversione del D.L. Sblocca Italia.

In particolare, gli edifici devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio
passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione
ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.
Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intende il complesso delle installazioni
presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con
terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e
di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete.

La norma si inserisce in un contesto in cui gli impianti di telecomunicazione a banda ultralarga
rappresentano una priorità del Paese come anche sottolineato nell’Agenda Digitale Italiana che
ribadisce l’obiettivo del Piano strategico per la banda ultralarga di “coprire” entro il 2020 fino
all’85% della popolazione con una connettività pari ad almeno 100 Mbps.

Edificio predisposto alla banda larga.

La legge prevede, inoltre, che gli edifici dotati dell’infrastruttura impiantistica di cui alla
presente nota e rispondenti a quanto previsto dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3,
potranno dotarsi dell’etichetta volontaria di “edificio predisposto alla banda larga”, rilasciata da
un tecnico abilitato per gli impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), del D.M. n.
37/2008.

Pubblicazione del Governo sulla “Strategia italiana per la banda ultralarga”
http://biblus.acca.it/download/strategia-italiana-per-la-banda-ultralarga

D.L. Sblocca Italia (133/2014) coordinato con la legge 164/2014
http://biblus.acca.it/download/decreto-legge-1332014-c-d-decreto-sblocca-italia-coordinato-con-la-legge-di-conversione-1642014/

D.P.R. 380/2001 (testo unico edilizia)
http://biblus.acca.it/dpr-380-2001-testo-unico-edilizia-aggiornato-scarica-subito-il-pdf/

Primo passo nell'ottica di una smart city e di recuperare fondi visto il dissesto finanziario del comune di Caserta.
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